Ayelet Tsabari – L’arte di partire

Mentre camminavo verso il pomeriggio di sole, salutai le ragazze della base militare e poi rimasi per un attimo nel traffico della strada di Tel Aviv con gli occhi chiusi rivolti ai raggi caldi. Gli autobus e le automobili sfrecciavano vicino, con la musica che si riversava fuori dai finestrini abbassati. Da un patio sentii arrivare il rumore dei piatti e delle posate, il mormorio attutito della conversazione. Una donna stava avanzando sui tacchi, che ticchettavano decisi sul marciapiede malmesso. Inspirai l’odore della città quel misto di gas di scarico e fumo di sigaretta con un tocco di brezza salata e mi sentii più leggera, più giovane e più libera di quanto avrei mai creduto possibile. Così, pensai, è come potrebbe essere il resto della tua vita.

Con la morte del padre, ferita aperta nell’infanzia di Ayelet Tsabari, il mondo sembra fermarsi all’improvviso. Inizia così questo memoir in cui la scrittrice israeliana ricostruisce la sua storia: la famiglia di origini yemenite, l’adolescenza difficile, il servizio militare, i viaggi tra New York, India, Canada e Sud-Est asiatico sperimentando l’amore in tutte le sue forme, fra droghe e alcol, sempre in fuga dai legami che ogni luogo sembra prometterle. E infine la lotta per trovare una voce come scrittrice, la scelta di essere madre e di riconciliarsi con le sue radici, accettando di essere insieme ebrea, araba, israeliana, donna. Con prosa sicura, emozionante, sincera Ayelet Tsabari racconta il viaggio alla ricerca di un posto dove sentirsi finalmente a casa.

Aylete Tsbari è nata in Israele da una numerosa famiglia di origini yemenite. Il suo primo libro, il posto migliore del mondo (Nuova Editrice Berti, 2015) ha vinto il Sami Rohr Prize for Jewish Literature ed è stato il New York Times Book Review Editors’ Choice 2016. Di questo memoir, dice: “L’idea era raccontare tutta la verità, sentirsi vulnerabile, ammettere cose che non si vorrebbero ammettere. Farsi male e rischiare è qualcosa che s’intreccia profondamente con l’essere israeliani. Da noi s’impara subito a convivere con il dolore e col senso di perdita, con l’idea che niente è per sempre. Quando ero giovane sentivo che c’era qualcosa di romantico in questo modo di vivere alla giornata; poi, dopo un lungo periodo in cui ho continuato a perdermi e partire, ho finalmente trovato la mia voce di scrittrice in una lingua straniera e la mia casa in una terra lontana, così ho scelto di tornare.”

TRADUZIONE DI CECILIA MUTTI

ISBN 978-88-7364-766-9

PREZZO € 18,00