Carmen Aguirre – Storia di una ragazza ribelle

Al nostro tavolo, Mami stava finendo il suo hamburger, gli occhi persi nel vuoto. Non l’avevo mai vista mangiare un Big Mac: McDonald’s era il simbolo dell’imperialismo per eccellenza, quindi l’avevamo sempre boicottato. Due anni prima, quando Ale aveva otto anni, era scappata di casa. I miei genitori e gli altri adulti non avevano mai saputo niente dell’audace tentativo di mia sorella di rifarsi una vita; erano troppo impegnati a stampare Victoria Final, il notiziario mensile che assemblavano sul tavolo della sala da pranzo. Perciò eravamo stati io e i miei cugini a seguirla per strada e riportarla a casa. Teneva stretto il Dolceforno regalatoci da un gruppo parrocchiale che dava assistenza ai rifugiati. Inghiottii il milkshake dell’aeroporto cercando di sciogliere il nodo che avevo in gola.

Nel 1973, a soli sei anni, Carmen Aguirre lascia il Cile con la famiglia per scappare alle violente repressioni di Pinochet. Cinque anni dopo, quando la madre e il patrigno Bob decidono di ritornare in Sud America per unirsi alla resistenza armata, Carmen e sua sorella li seguono, iniziando una pericolosa esistenza da giovani ribelli. In questo memoir mozzafiato e meravigliosamente scritto, Carmen Aguirre racconta la sua giovinezza avventurosa e l’ancor più difficile lotta per conciliare l’impegno politico e i normali desideri di un’adolescente in cerca della propria identità. Senza rimpianti o rivendicazioni, ripercorre la storia di una madre forte che ha scelto di essere rivoluzionaria, e ha voluto portare le sue due figlie ancora piccole con sé: una testimonianza personale e appassionata per non dimenticare l’orrore delle dittature sudamericane dei primi anni Ottanta.

Carmen Aguirre vive a Vancouver ed è scrittrice, autrice e membro dell’Electric Company Theatre. Con oltre sessanta film all’attivo, è stata protagonista della serie tv Endgame, ha scritto e collaborato alla stesura di numerosi drammi teatrali e ha vinto il Grand Jury Prize and Audience Award al Sundance Film Festival. Questo acclamato memoir, bestseller in Canada, è il suo primo libro di narrativa. Sul perché abbia deciso di scriverlo, Carmen dice: “Non esistevano ricordi di prima mano scritti in inglese sulla resistenza cilena. E credo ci siano molte ragioni: abbiamo perso la nostra battaglia, a differenza di altri rivoluzionari, perciò c’è molto pudore nel parlare della propria personale esperienza; ma, soprattutto, c’è ancora molta paura di possibili ritorsioni da parte del governo cileno. Anch’io mentre scrivevo avevo paura, e mi sono chiesta fino all’ultimo se non fosse una follia pubblicare questo libro. Viviamo in un’epoca strana, e ci sarà un motivo se molti scelgono ancora di tacere su certi argomenti. Io non ho rimpianti e credo che mia madre abbia fatto la scelta giusta.”

TRADUZIONE DI FRANCESCA COSI E ALESSANDRA REPOSSI

ISBN 978-88-7364-761-4

PREZZO € 18