D.H. Lawrence – Apocalisse

Coloro che non sono ancora nati e quelli che sono già morti di certo non possono conoscere la bellezza, lo stupore del sentirsi vivi nella carne. Lasciamo i morti a occuparsi dell’aldilà, perché il miracoloso qui e ora di chi vive nella carne è nostro e soltanto nostro, e per un tempo limitato. Dovremmo danzare di gioia al solo pensiero di essere vivi nella carne, e di essere parte del cosmo vivente, reale. Io sono parte del sole così come il mio occhio è una parte di me. Che io sia parte della terra lo sanno bene i miei piedi; e il mio sangue è parte del mare…  Nulla di me è isolato e assoluto.  

Scritto nel 1929, alla vigilia della morte, Apocalisse è l’ultimo scritto di D.H. Lawrence. Come definirlo? Non è un romanzo né un saggio, ma un’opera in cui confluiscono simboli esoterici, figure angeliche, creature bestiali, notazioni realistiche, scenari onirici, inserti psicanalitici, moniti profetici, aneliti mistici… un libro arcobaleno che incarna la congiunzione tra anima e corpo, materiale e spirituale, individuale e sociale, effimero ed eterno. Questo struggente commiato, a dispetto del titolo, non riguarda però la morte bensì la vita nella sua forma più terrena: Lawrence rinnega infatti l’aldilà e rivendica l’appartenenza a un mondo profondamente umano fatto di qui e ora.

D.H. Lawrence (1885-1930) è considerato uno dei maggiori romanzieri del Novecento inglese, ma ha scritto anche poesie, lavori teatrali e saggi, soprattutto di critica letteraria. Quarto figlio di un minatore, interrompe subito gli studi e nel 1912, dopo aver pubblicato Il pavone bianco, suo primo romanzo, decide di dedicarsi completamente all’attività di scrittore. Tra i suoi capolavori più noti, Figli e amanti (1913), e L’amante di Lady Chatterley (1928), che diede scandalo per le sue esplicite scene sensuali.

TRADUZIONE DI SERENA RINALDI

ISBN 978-88-7364-788-1

PREZZO € 14,00