Émile Ollivier – Passaggi

Nel mondo ci sono due grandi razze di uomini: quelli che mettono radici, che si tessono un destino minerale in un sogno di pietra, e quelli che credono di essere polline. Amanti delle lunghe cavalcate, attraversano con il vento i grandi spazi. Saltano su velieri di fortuna, imboccano sentieri aleatori, senza meta, senza percorsi predeterminati. Normand apparteneva a questa razza. Amava gli spostamenti alla cieca che avvengono su superfici illimitate, dove partenze e ritorni finiscono con il confondersi…

Si può vivere e sentirsi sempre di passaggio? La domanda attraversa, sotterranea, le pagine di questo romanzo, mentre i personaggi si avvicendano sulla scena e intrecciano le loro storie: c’è Amédeée, che costruisce un veliero per sfuggire al degrado della sua isola; Normand, costretto al gelo di Montréal e partito per Miami in cerca dell’ultimo sole; Amparo, che il tempo ha reso senza radici, estranea alla sua stessa terra; Leyda, che deve affrontare il distacco dal passato. Con una lingua ricca, colorata e densa d’immagini, Ollivier racconta la ferita dell’esilio e la speranza che si accompagna a ogni partenza.

Émile Ollivier nasce nel 1940 a Port-au-Prince (Haiti). Per sfuggire al regime di Duvalier, nel 1965 decide di trasferirsi in Québec. Molto attivo nella vita letteraria canadese, Ollivier insegna sociologia all’Università di Montréal e lavora per l’integrazione degli immigrati. Muore improvvisamente nel 2002, mentre sta terminando il suo ultimo romanzo, La Brûlerie. Oltre a Passaggi (Grand Prix du Livre de Montréal), ha scritto Mère-Solitude, La discorde aux cent voix, Mille-Eaux e le raccolte di racconti Paysage de l’aveugle e Regarde, regarde les lions.

TRADUZIONE E CURA DI ELENA PESSINI
COLLANA: IL LAMA DI OGGI
ISBN 978-88-7364-585-6
PREZZO € 16,00