George Orwell – Diari dal Marocco

Persone dall’aspetto selvatico vivono sotto piccole tende costituite da un semplice pezzo di stoffa teso sopra un palo, senza pareti. Funzionano più o meno da abitazioni permanenti, circondate da piccoli recinti. In genere, un villaggio è protetto da un muro di terriccio su cui crescono dei cespugli spinosi. Come in Birmania, anche qui sono soltanto gli uomini a lavorare la terra con l’aratro; mai le donne, cui spettano altri lavori nei campi, ben più noiosi, come togliere le erbacce. I bambini di solito accudiscono gli animali e lavorano fin da piccolissimi, quando ancora non sanno parlare. Molti degli agricoltori che si vedono in giro allungano la mano per chiedere l’elemosina. Sembra quasi che lo facciano meccanicamente, come un riflesso condizionato alla vista di un europeo di passaggio.

Il soggiorno di sei mesi in Marocco (dal settembre 1938 al marzo 1939), viene consigliato a Orwell per ragioni di salute: il clima mite e secco dovrebbe infatti essere un toccasana per i suoi polmoni compromessi dalla tubercolosi. Questo periodo – certamente infelice, vissuto come un esilio o una quarantena – non ispirerà allo scrittore inglese romantiche descrizioni del deserto, o vibranti riflessioni politiche alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, ma cronache quotidiane che solo occasionalmente si arricchiscono di riflessioni antropologiche sugli usi locali e sulla gente. Proprio la povertà della popolazione e la feroce critica al colonialismo sono invece centrali in Marrakech, saggio politico che Orwell pubblica a esperienza conclusa sul New Writing, nel Natale del 1939.

George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair (1903-1950), è stato scrittore, giornalista, saggista, attivista e critico letterario. Considerato uno dei maggiori autori inglesi del XX secolo, è noto soprattutto per due romanzi, scritti entrambi negli anni Quaranta: La fattoria degli animali, acuta parodia politica dello stalinismo, e 1984, romanzo distopico che descrive una tirannia basata sul controllo del pensiero. Polemista lucido e anticonformista, Orwell restò sempre un convinto socialista, ma evidenziò le contraddizioni e gli errori della linea politica sovietica, scontrandosi con buona parte della sinistra europea.

TRADUZIONE DI CECILIA MUTTI

ISBN 978-88-7364-760-7

PREZZO € 17