George Orwell – Libri contro sigarette

La sera verso le nove, si schiarirà pian piano le idee e fino a tarda notte resterà seduto nella stanza sempre più fredda, col fumo di sigaretta via via più denso, destreggiandosi tra un libro e l’altro, riponendoli di volta in volta con il commento “Dio mio, che schifezza!” Al mattino, con la vista ancora appannata dal sonno, l’espressione scorbutica e la barba incolta, fisserà per un’ora o due un foglio bianco finché il rintocco minaccioso delle lancette non lo inciterà ad agire. A un tratto, si butterà a capofitto nella scrittura.

La libreria, luogo privilegiato per osservare come in un acquario le varie tipologie dei consumatori, dai più comuni alle specie più rare; il lavoro del recensore, che vorrebbe dedicare almeno mille parole a ogni libro che ha amato e invece è costretto a “inventare reazioni verso libri per i quali non prova alcun tipo di sentimento spontaneo”; i “buoni libri brutti”, che malgrado tutto dureranno nel tempo; lo scrittore e le motivazioni che lo animano; la passione per la lettura, che non è poi così costosa, anzi, è più a buon mercato delle sigarette. Con il suo stile asciutto e giornalistico, insieme limpido e brillante, Orwell descrive il mondo dei libri tra riflessioni ed episodi personali, regalandoci un inedito ritratto di sé e dei propri gusti.

George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair (1903-1950), è stato scrittore, giornalista, saggista, attivista e critico letterario. Considerato uno di maggiori autori inglesi del XX secolo, è noto soprattutto per due romanzi, scritti entrambi negli anni Quaranta: La fattoria degli animali, acuta parodia politica dello stalinismo, e 1984, romanzo distopico che descrive una tirannia basata sul controllo del pensiero. Polemista lucido e anticonformista, Orwell restò sempre un convinto socialista, pur evidenziando gli errori della linea politica sovietica e scontrandosi con buona parte della sinistra europea.

TRADUZIONE DI SARA AGGAZIO

ISBN 978-88-7364-759-1

PREZZO € 12,00