Grant Allen – Il colonnello Clay

Mio cognato non è certamente tipo da lasciarsi imbrogliare facilmente. Lui è Charles Vandrift. Altezza media, ben piantato, bocca decisa, occhi acuti: l’immagine stessa del genio degli affari, un uomo intelligente e di successo. Ho conosciuto soltanto una canaglia che è riuscita ad approfittarsi di Sir Charles, e quella canaglia, come ebbe modo di osservare un Commissario di Polizia a Nizza, sarebbe riuscita a ingannare addirittura Vidocq, Robert-Houdin e Cagliostro messi insieme.

Sfacciatamente ricco e sicuro di sé, il milionario sudafricano Charles Vandrift viaggia da una località mondana all’altra accompagnato dalla capricciosa moglie Amelia e dal suo segretario personale (nonché cognato) Seymour. Un giorno, in un lussuoso grand hotel della Costa Azzurra, s’imbatte per la prima volta nel Colonnello Clay, vero artista del crimine, che inizia a prenderla di mira, intaccandone la fortuna un colpo dopo l’altro. In questo spassoso romanzo apparso a episodi sullo Strand Magazine tra il 1896 e il 1897, Grant Allen ribalta per primo la prospettiva del romanzo poliziesco, rendendo il ladro protagonista e anticipando di molti anni Leblanc col suo Arsenio Lupin. Considerato il primo grande “ladro gentiluomo”, il Colonnello Clay è infatti un vero e proprio vulcano di trovate stravaganti, che tra trucchi e travestimenti riesce sempre a farla franca.

Grant Allen (1848-1899), è stato un grande sostenitore dell’Evoluzionismo, cui ha dedicato diversi articoli e saggi divulgativi. Canadese, agnostico e socialista, diventa famoso per il romanzo-scandalo The Woman Who did, in cui propone una visione anticonformista del matrimonio. Già pioniere della fantascienza, è anche considerato da molti autori di gialli e polizieschi come un innovatore del genere: per primo infatti introduce la figura del ladro gentiluomo con il Colonnello Clay, e della detective donna con i personaggi di Miss Cayley e Hilda Wade.

TRADUZIONE DI CRISTINA COLLA

ISBN 978-88-7364-724-9

PREZZO € 18