Katherine Mansfield – Sulla baia

Mattino presto. Il sole non era ancora spuntato e tutta la baia di Crescent era nascosta da un bianco velo di bruma venuta dal mare. Le ampie colline boscose che la cingevano apparivano vaghe: non si vedeva dove finivano, né dove cominciavano le praterie e le case. La strada sabbiosa era svanita, e così pure i pascoli e i bungalow, sul lato opposto; anche le dune bianche, coperte di erba rossiccia, si perdevano in lontananza, e nulla indicava dove finisse la spiaggia e incominciasse il mare.

“Spero sia buono, è il massimo che posso dare: vi ho messo il cuore e l’anima… fino alle ultime particelle…” Così scrive Katherine Mansfield nel 1921, dopo aver terminato questo suo racconto “colmo di sabbia, di alghe, di costumi da bagno appesi ad asciugare, di sandali posati sui davanzali”. Con uno sguardo attento e delicato, la Mansfield coglie in poche frasi perfette l’atmosfera che si respira sulla baia di Crescent, in Nuova Zelanda, dove a ondate affiorano le voci dei personaggi, insieme a quella del mare.

Catherine Mansfield (1888-1923) abbandona a vent’anni la Nuova Zelanda, dov’è nata, per raggiungere Londra. Qui inizia a frequentare i circoli di intellettuali e conosce, tra gli altri, D.H. Lawrence, Bertrand Russel e Virginia Woolf. Ribelle, passionale e impulsiva, la Mansfield soffre di depressione e si ammala giovanissima di tubercolosi. Dopo aver tentato molte cure invano, muore a soli trentaquattro anni. Sensibile alla lezione di Cechov, autore che amava, nei suoi racconti riesce a riprodurre atmosfere sospese e rarefatte, animate da intense figure femminili.

TRADUZIONE DI GIULIANA SPARAFUCILE
COLLANA: LE MATITE
ISBN 978-88-7364-633-4
PREZZO € 11,00