Virginia Woolf – Anon

Tutti condividevano l’emozione del canto di Anon, e contribuivano alla sua storia. Anon cantava perché era giunta la primavera; o perché l’inverno era finito; perché era innamorato; perché era affamato, o lascivo; o felice; o perché adorava qualche Dio. Anon a volte era un uomo; a volte una donna. È la voce comune che canta all’aria aperta; non ha una casa. È il vagabondo che cammina fra i campi, sale sulle colline, ascolta l’usignolo disteso all’ombra del biancospino.

Fra le opere di Virginia Woolf, Anon rimane la più misteriosa. L’ultima, mai finita, quella che resta incompleta sulla sua scrivania quando la scrittrice si uccide, nel 1941. Vi si racconta la storia millenaria di un solo, unico protagonista: Anon, o “Anonymous”, il cantore senza nome della prima poesia inglese, che parlava a un pubblico antico, ugualmente anonimo. Con una scrittura favolistica e intensamente visiva, Virginia Woolf coglie emozioni e inquietudini a lei contemporanee: la paura della guerra, la bellezza di un passato che rischia di essere cancellato e la civiltà che si rivela, ancora una volta, mortale.

Virginia Woolf (1882-1941) è stata una delle maggiori scrittrici del secolo scorso. A differenza di altri maestri del romanzo sperimentale, ha saputo, nei decenni, mantenere un contatto vitale con il lettore, e lo dimostrano le molte riedizioni e ristampe dei suoi scritti: non solo i suoi romanzi più famosi (come La signora Dalloway, Gita al faro e Orlando), ma anche i racconti e i testi critici (come Lunedì o martedì e Granito e Arcobaleno, recentemente pubblicati dalla Nuova Editrice Berti).

TRADUZIONE E CURATELA DI MASSIMO SCOTTI
COLLANA: LE MATITE

ISBN 978-88-7364-674-7
PREZZO € 11,00